Sembrava tutto fatto, del resto l’incontro di Miami tra Massimo Cellino e Luca Silvestrone (che era accompagnato dall’architetto statunitense Dan Meis) s’era concluso con una stretta di mano e la promossa di rivedersi a breve. La realtà dice però che i giorni sono passati e il Cagliari non ha ancora un presidente, non ha un nuovo allenatore e soprattutto ha un futuro tutt’altro che roseo, perché di parole se non scritte tante ma di fatti, almeno fino ad oggi, se ne sono visti pochi: la cordata americana che avrebbe dovuto investire i 260 milioni di euro per il sodalizio rossoblu (80 per l’acquisizione, 80 per lo stadio e 100 per il mercato) non è stata ancora svelata dall’intermediario Silvestrone che continua a prender tempo, Den Meis è già pronto coi suoi progetti di un nuovo stadio vista mare ma col sindaco Zedda la questione è tutt’altro che chiarita, in questo clima di incertezza i tifosi aspettano ansiosi, alla finestra c’è l’imprenditore Tommaso Giulini e Cellino perde la pazienza, desideroso di liquidità per risolvere un bel po’ di beghe in quel di Leeds. Insomma, nulla per cui stare allegri.

Il problema principale è rappresentato da questi investitori americani che hanno fatto esporre Silvestrone e Meis in prima persona ma di cui ancora non si conoscono le generalità; Cellino sta per mandare tutto all’aria:

“Dopo l’incontro di Miami, in cui non ho visto nessun rappresentante di possibili investitori, aspettavo delle mosse concrete che non si sono realizzate. Nulla di nulla. Ho ricevuto Silvestrone perché me lo chiedevano i tifosi. Gli americani? Cercateli a ‘Chi l’ha visto’. Ho sempre pensato che Silvestrone rappresentasse solo se stesso. Il sindaco lo ha fatto entrare in Comune, i tifosi volevano che lo ricevessi e l’ho ricevuto. E invece soldi non ce ne sono e neppure investitori. Meis? Mi ha solo detto che progetterebbe volentieri lo stadio, ma nulla sapeva di questioni finanziarie”.

Secondo il già citato intermediario alla base di queste frizioni ci sarebbero i metodi di pagamento: gli statunitensi insistono per un acconto di cinque milioni, Cellino ne vorrebbe almeno dieci. Luca Silvestrone replica all’ex patron dei sardi:

“Noi vi assicuro che non ci tiriamo indietro. La trattativa c’è, ed è in piedi. Non so però quale sia la tempistica per arrivare ad una conclusione dell’affare. Oggi sentirò gli investitori per decidere come tutelarci. In ogni modo i rappresentanti finanziari impegnati nelle trattative stavano aspettando solo il parere della commissione provinciale di vigilanza: ora siamo al rush finale, sono pronti a chiudere l’operazione”.

Sarà, intanto a Cagliari stanno cominciando a familiarizzare con un nuovo nome: è quello dell’imprenditore Tommaso Giulini, presidente della Fluorsid che si occupa tra le altre cose di attività nel settore minerario; sarebbe pronto a versare sull’unghia 40 milioni di euro a Cellino per rilevare la società, eventualità che non è da escludere viste anche le premesse di cui sopra. D’altra parte lo stesso Giulini un paio di giorni fa aveva ammesso sinceramente: “Gli americani ragionano a lunga scadenza, il mio sarebbe un programma più nell’immediato“. A Cellino poco importa, lui vuole il cash necessario per fare grande il Leeds. Per buona pace dei poveri tifosi cagliaritani.

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ultimo aggiornamento: 05-06-2014


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